MI SEQUESTRANO GLI ANIMALI? E IO SPARO
20 luglio 2010 di liciaE’ andata meglio, molto meglio, agli agenti del Corpo Forestale dello Stato e ai veterinari Asl che a Palmi (Reggio Calabria) qualche giorno fa si sono presentati in un’abitazione dove dei cani e dei gatti erano tenuti in condizioni di maltrattamento. Quando hanno suonato al campanello per notificare il sequestro degli animali, un atto obbligatorio in base alla Legge 189 del 2004 per evitare che il maltrattamento continuasse, il proprietario della casa li ha aggrediti e un agente e’ rimasto ferito. Cosi’ ora il responsabile sara’ processato anche per questo reato.
Diversa, purtroppo, e’ stata la sorte due mesi fa vicino Genova per le guardie zoofile Elvio Fichera e Paola Quartini che, accompagnate da agenti della Polizia Municipale, erano stati incaricati dal Magistrato di recapitare un analogo sequestro di cani maltrattati. Il proprietario-cacciatore le ha uccise a bruciapelo per poi suicidarsi.
Chi e’ abituato a uccidere non fa distinzioni di specie. Chi e’ abituato a usare violenza non fa distinzioni di specie. Ma cio’ che non si e’ mai sottolineato abbastanza e’ che quelle guardie zoofile, quegli agenti del Corpo Forestale dello Stato, quei veterinari del Servizio Sanitario Nazionale, quindi degli agenti di Polizia Giudiziaria, stavano eseguendo degli ordini della Procura della Repubblica, dell’Amministrazione pubblica, in ossequio a delle Leggi in vigore. E c’e’ qualcuno, fra gli altri i deputati Raisi, Stucchi e Consiglio con interrogazioni parlamentari, che parla di “contrapposizione” fra parti opposte, spero non per giustificare tali atti di rivalsa. Dimenticando che quegli agenti, tutti, con divisa e non, stavano semplicemente applicando le norme di uno Stato, di tutti noi, che anche loro hanno approvato.