SARANNO LE DONNE A SALVARE IL MONDO?

4 Febbraio 2010 di licia

Intanto mi accontenterei… che riuscissero a salvare una parte degli animali. Quelli a cui i cacciatori vorrebbe sparare nel periodo in più regalatogli dal voto del Senato della scorsa settimana sulla ormai famosa “Legge Comunitaria”.

Due donne hanno annunciato che faranno del tutto per ristabilire un minimo di buon senso alla Camera. Sono le ministre del Turismo, Brambilla e Prestigiacomo, Ambiente. Devono convincere un uomo, il Ministro delle politiche comunitarie, Ronchi, a dare parere negativo a quell’articolo approvato. Come aveva fatto fino al mese scorso. Devono convincere il Palazzo di Montecitorio, a stragrande maggioranza di uomini, a bocciare uno scempio che ci porterebbe fuori dall’Europa.

Hanno tutto il mio sostegno, l’incoraggiamento di tutte le persone civili. Donne, e uomini.

CACCIA NO LIMITS, ORA FERMIAMOLI ALLA CAMERA!

30 Gennaio 2010 di licia

Quando leggo certe notizie rimango davvero allibita. Ci si riempie tutti la bocca di parole come natura, naturale, ecologico… Si parla sempre più spesso di tutela ambientale e poi nel più assoluto silenzio passano leggi che oltre a non tutelare assolutamente l’ambiente lo privano anche della sua stessa vita. I nostri fiumi, un tempo balneabili, adesso spesso oltre a non esserlo più, non hanno più pesci.

I nostri mari sono avvelenati, i nostri cieli sono deserti e i superstiti sono stati costretti a migrare nelle città, vedi storni e piccioni. I nostri boschi, sempre di meno perchè ogni anno vengono violentati dal fuoco, non hanno voce per difendere la propria anima. E noi cosa stiamo facendo? Perdiamo ancora tempo a discutere se uccidere “solo” cinque mesi l’anno e “solo” determinate specie, oppure dare la libertà d’uccisione tutto l’anno. Ecco, tutto ciò in quest’epoca mi inorridisce. Che cosa c’è in un uomo che prova necessità di togliere la vita ad un altro essere vivente? Lo fa per sopravvivenza? Non prendiamoci in giro. Il tempo delle beffe di fronte ad una crisi mondiale, al terremoto di Haiti, a milioni di persone che ancora muoiono perchè non hanno accesso all’acqua potabile, è finito. Ma finito davvero. Non c’è più nè tempo nè voglia per discutere di certe cose, ma purtroppo è proprio questo disinteresse che lascia libera la strada a chi nel silenzio continua ad operare per portare a casa la tanto ambita “licenza d’uccidere”. Peccato che non si tratti del famoso film di 007, ma di ciò che accade nel nostro Parlamento.

Ora fermiamoli alla Camera, questo articolo 38 della ”Legge Comunitaria” non deve passare. I deputati si ribellino.

“VIA I CANI DA VILLA PAMPHILI”

25 Gennaio 2010 di licia

Qualche giorno fa, passeggiando per la storica Villa Pamphili, la più grande della Capitale, mi sono imbattuta in una scritta con vernice nera su una delle palizzate dei lavori in corso all’altezza dell’entrata sull’Aurelia Antica. Per quanto era grande e fatta bene, evidentemente con calma, sembrava un avviso di pericolo realizzato dal Comune. Invece no. C’era scritto “Via i cani da Villa”, senza il nome, come affettuosamente la chiamano i residenti delle zone limitrofe: “La Villa”.

Incuriosita, ho subito chiesto alle persone che stavano sedute sulle panchine con e senza cani al seguito, se c’erano stati dei recenti conflitti, casi di aggressioni, pulizia non effettuata. Nulla, almeno per il mio non scientifico sondaggio, non c’è stato alcun riscontro di fatti rilevanti che avessero potuto dare il via a quella scritta così imperiosa. Certo, ogni tanto c’è stato qualche richiamo per cani non condotti al guinzaglio in presenza di persone nell’area (a Roma per Regolamento comunale è permesso lo sgambamento senza alcun vincolo per il quattro zampe), così come qualche scarpa sporcata o persone con bambini che hanno “invaso” senza saperlo i rettangoli riservati dalla consuetudine al lancio dei bastoncini e dei sassi per il gioco con i cani. Ma nulla di grave.

Allora perché quella scritta? Mi ha fatto un certo effetto leggerla. E’ come quando noto il “Tu qui non puoi entrare” in diversi negozi, a prescindere dall’uso di guinzaglio e museruola. Le regole di convivenza, certo, sono fondamentali. Come il reciproco rispetto. E i maleducati albergano in ogni dove. Ma i divieti servono in questo caso solo a separare, ad allontanare, e magari a rendere ancora più aggressivo un cane che non è stato abituato a frequentare, come dovrebbe, altro che non sia il suo proprietario e il suo divano. A rafforzare l’asocialità e a non far conoscere agli altri la bellezza di avvicinarsi ad un animale.

Così preferisco il tono del piccolo cartellino “fai da te” che ho letto in una via appena uscita da Villa Pamphili, appeso con tanto di foto, ricordando che i trasgressori a Roma rischiano fino a 100 euro di sanzione e che il rispetto è dovuto a prescindere da chi ci accompagna: “Permetteteci di voler bene ai vostri cani, raccogliete i loro escrementi”.

LA NOTTE IN CUI SI POSSONO SENTIRE GLI ANIMALI

13 Gennaio 2010 di licia

Domenica prossima si ricorda Sant’Antonio Abate ed è lui il patrono degli animali domestici. Da alcuni anni la relativa benedizione delle stalle è stata sostituita, soprattutto nei centri urbani, dalla benedizione di cani e gatti. Mi piacerebbe che ciò avvenisse senza problemi anche all’interno delle Chiese, senza proprio porsi il problema dell’accesso dei quattro zampe, e non solo, nei luoghi sacri.

A me piace però ricordare in anticipo questa data non per l’uso del grasso di maiale per curare il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio e, quindi, del relativo permesso ad allevare i suini nei centri abitati che potevano circolare liberamente con una campanella al collo. Ma per la leggenda (leggenda?) secondo la quale nel Veneto la notte del 17 gennaio gli animali acquisiscono la facoltà di parlare. Durante questo evento i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare “era segno di cattivo auspicio”.

Ovvero gli animali si umanizzavano a tal punto da mettere in forse la loro macellazione. Ecco, se li conosci, davvero, li rispetti. Che sia il 17 gennaio, tutti i giorni.