Ci ha dato tanto amore

Tutti coloro che trattano gli animali come giocattoli. Tutti coloro che li abbandonano quando diventano vecchi. Tutti coloro che non se ne curano e trattano gli altri esseri viventi come inferiori dovrebbero leggere queste frasi d’amore e di rispetto di una nostra amica

Cara Licia sono Barbara e per tanto tempo non ti ho pi? scritto perch? non avevo pi? il collegamento ad Internet. Adesso ti scrivo perch? a dicembre del 2002 ti avevo inviato una mail che tu hai inserito sul sito con il titolo “adozione di un vecchio cane”. Purtroppo quel vecchio cane ? mancato a causa di un tumore maligno ad una zampa. Sar? sfiga? E’ il terzo cane che mi muore per tumore! E’ stato dolorosissimo perdere un cagnone buono e dolce come ne ho avuti pochi… Mai un ringhio nei confronti di un altro cane o di un gatto.. Era diventato nel tempo pi? sicuro di s? e scodinzolava, faceva le feste senza pi? timore dell’uomo, ma era sempre discreto e timido, quasi non volesse disturbare per timore che finisse tutto. In casa ? sceso un velo di tristezza infinita anche se abbiamo anche altri cani, ma Sansone era Sansone, il pi? debole ed indifeso e colui che aveva pi? a lungo sofferto nella vita. Non dimenticher? mai quella sera che ho udito Michelangelo urlare mamma mama Sansone sta morendo! Stava malissimo ed eravamo preparati a quella eventualit?, anzi se fosse peggiorato lo avremmo aiutato ad addormentarsi senza soffrire… ma non si ? mai abbastanza preparati. L’ultima crisi l’ha avuta verso le 23,00 di una triste sera. Impossibile rintracciare la nostra veterinaria… siamo rimasti vicino a lui carezzandolo e parlandogli per trasmettergli quello che avevo paura non avesse captato a sufficenza: il nostro amore. E’ spirato verso le 2 di notte ed io mi sentivo in colpa perch? pensavo di non avergli regalato sufficente felicit? per ripagarlo di anni ed anni di sofferenze e canili. Mi sento in colpa tutt’ora. Questa esperienza comunque tragica ha fatto maturare profondamente mio figlio Michelangelo perch? ? la prima volta che ha assistito un essere vivente fino alla fine… poco importa se era un cane e non una persona… lui ha capito che i cani vanno accuditi nel momento del bisogno e non solo quando stanno bene e giocano con noi. Credo che questo serva per crescere meno egoisti, anche se si soffre di pi?! Ciao Licia e bacioni e anche se per ora ? troppo presto per pensarci so gi? che prima o poi ci sar? un altro Sansone perch? sono certa che lui avrebbe voluto cos? e che noi riceveremo ancora tanto affetto da qualche vecchio cagnone! Se qualcuno vuole adottare un cane rifletta sulle mie parole… Sansone se pure molto vecchio ? rimasto con me per 4 anni. Non sono tantissimi, ma neanche pochi ed ho avuto molto in cambio di nulla… un p? di cibo e due coccole. Non abbiate paura ad adottare un vecchio cane per timore che muoia presto… non si sa cosa ci riserva la vita.

6 Commenti a “Ci ha dato tanto amore”

  1. unasemplicetelespettatrice scrive:

    Questa lettera non ha bisogno di partcolari commenti. ma voglio esprimere alla persona che la scritta e ha vissuto insieme al suo bimbo questa lezione di vita che la vita ? anche questo.

    E se si ? tristi perch? si pensa di non aver fatto abbastanza , bisogna pensare anche a quanto sarebbe stata diversa la situazione se non ci fosse stato nemmeno quello che si ritiene poco e non sufficiente.

    L’amato Sansone avr? vissuto con serenit? anche il momento pi? doloroso del suo passaggio dalla vita ad un’altra dimensione che non si sa perch? ha avuto vicino persone che gli hanno dato quel poco che in realt? ? tanto: dignit? e rispetto (e poi cibo ed un ricovero, che non guastano mai!).

    Penso che forse gli ? stata offerta una chance migliore delle tante che aveva vissuto in precedenza e che lui ne abbia beneficiato finch? ne ha avuto le forze.

    Quando si vuole bene ad un essere vivente, soffrire per la sua scomparsa ? umano, innaturale ? fare qualunque tentativo per allontanare le dure prove del distacco. Questa signora ha dato una grande lezione al suo bimbo e a se stessa, per cui va ammirata in tempi in cui si vuole solo godere freneticamente di quanto ci d? piacere ed emozioni appaganti.

  2. VERONICA scrive:

    CIAO CARISSIMA,
    MI CHIAMO VERONICA,HO UN CANE E UN CONIGLIO.
    HO LETTO LA LETTERA CHE HAI SCRITTO A LICIA…IO TI CAPISCO BENISSIMO PERCHE’ PROVO LO STESSO CON LAMIA BIRBA CHE HA 11 ANNI QUASI E’ UNA BARBONCINA,E VIVO NEL TERRORE DI QUANDO ARRIVERA’ IL SUO MOMENTO.
    NOI ANCHE CON BIANCO NEVE IL CONIGLIO ,VIVIAMO IN SIMBIOSI,ADORO GLI ANIMALI DA QUANDO ERO BAMBINA….HO 2 FIGLI,FABIO E SARA…MA CREDIMI E’ COME LA MORTE DI UN FIGLIO…
    FORSE TI SEMBRERO’ ESAGERATA,MA PER ME E’ COSI’ PERCIO’ TI CAPISCO…..NON TI DIRO’ COME MI HANNO DETTO TANTI O ALL’EPOCA
    QUANDO E’ MORTA LA MIA LUPA…..”PRENDITENE UN’ALTRA “QUESTO ,CLIENTI AMICHE TRA VIRGOLETTE…………
    E’ GENTE CHE NON HA CUORE…..QUINDI NON HO PAROLE…NON CI SONO PAROLE……MI SPIACE MOLTO——

    CIAO

    VERONICA
    CARA LICIA TI SALUTO TANTO….CIAO E A PRESTO…

  3. Maurizio scrive:

    Sono racconti toccanti, gli animali diventano parte della famiglia..

    Ancora adesso ricordo la mia cagnetta di nome Charlye, morta quasi 10 anni fa..soffriva di grosse crisi epilettiche, ho speso un sacco di soldi da vari veterinari e poi durante una crisi grave mi ? morta per soffocamento..

  4. Alfredo scrive:

    Ciao Licia volevo farti leggere un articolo che ho letto su un blog e che mi ha profondamente angosciato fammi sapere cosa ne pensi:……………………………..

    Articolo originale (non ho trovato il nome dell’autore)
    Apocalisse a Venezia
    Tra ieri e oggi me n’? capitata una bella, che non posso che raccontarvi qui. Alcuni giorni fa mi invitano a Venezia, a intervistare un professore americano, per la precisione di Harvard, che partecipa a un seminario scientifico alla Venice University sul nuovo concetto di sviluppo sostenibile.

    B?, il tema mi interessa e ci vado. Arrivo a Venezia e poi a S. Servolo, vado al seminario e poi scopro che ? chiuso ai giornalisti. Ovvero a me a un altro collega della Rai, che staziona nelle vicinanze.

    Perch? un workshop scientifico sulla sostenibilit? ambientale deve essere chiuso alla stampa? Per non avere scocciatori che fanno stupide domande nella sala? Me lo chiedo, ci passo sopra, faccio la mia intervista al professore (molto accademica) e mi portano alla cena di prammatica.

    Ho la fortuna di sedere a tavola con due concittadini piuttosto significativi, l’ambasciatore Umberto Cattani, oggi presidente dell’Ice e il direttore generale del Ministero dell’Ambiente Corrado Clini (ex medico del lavoro di Porto Marghera, e tra i primi in Italia a fare il monitoraggio ambientale).

    Parlo con loro. Scopro che il ministero dell’Ambiente ? oggi il pi? internazionalizzato d’Italia. Che ha attivato 60 progetti in Cina, altri in Irak e nei Balcani. Che crea posti di lavoro ai giovani, competenze pregiate, che promuove nel mondo intelligenza e tecnologia italiana. Questo caso mi colpisce e mi interessa. Corrisponde in pieno alla mia personale visione della pubblica amministrazione futura in Italia.

    Quasi quasi mi fermo un altro giorno (a gratis) a Venezia, mi dico. E approfondisco la vicenda di questo Corrado Clini, che mi pare persona fuori dal comune.
    Il giorno dopo, ovvero oggi, incontro per caso a colazione in albergo il mio collega della Rai. Che torna a S. Servolo proprio per una intervista a Clini. Decido di seguirlo, invece di prendere il treno di ritorno per Milano.

    Arriviamo a S. Servolo. La seconda giornata del workshop gi? iniziata. E’ appena finita una prima relazione sulle grandi sfide climatiche a ambientali. Clini ? disponibile a una intervista sulla sua vicenda, gliela faccio.

    Intanto per? arriva il collega della Rai piuttosto stralunato. Lui da anni si occupa di temi scientifici e ambientali. E mi racconta il tono dello scenario appena delineato da tre esperti. Diana Liverman di Oxford, Hans Schellnhuber, del Potsdam institute of climate change impact, E B.l. Turner della Clark University.

    Questo scenario dice (per quello che abbiamo appurato, fuori dalla porta):

    - che al 2030 quasi tutta l’Australia sar? desertificata. In alcune regioni non piove da sei anni filati e ogni quattro giorni, da quelle parti, si rileva il suicidio di un contadino per fallimento.

    - che da Roma in gi?, per quanto riguarda l’Italia, sar? un deserto.

    - che la maggior parte delle citt? del pianeta diverranno rapidamente delle megalopoli. Un caso ? gi? stato simulato, a modello. Phoenix, con la desertificazione dell’Arizona, ? prevista passare da meno di un milione di abitanti (oggi) a 30 milioni al 2030 e a oltre 50 nel 2050.

    - che l’Amazzonia si ridurr? alle dimensioni di una piccola foresta.

    - che altrettanto diverr? il Borneo, oggi foresta pluviale.

    - oceani sempre pi? caldi, e innalzamento del livello dei mari non dovuto tanto allo scioglimento dei ghiacci (che c’? e ci sar?) quanto alla semplice espansione termica delle acque.

    Nessuno dei presenti al workshop (una ventina di esperti), ci dicono, solleva obiezioni a questo genere di previsioni.

    Questi solo alcuni spunti di uno scenario assolutamente apocalittico, costruito (presumo) sul trend di riscaldamento globale dell’Ipcc (Intergovernmental panel on Climate Change dell’Onu) e su modelli di simulazione delle emissioni antropiche (umane) e del loro impatto. E modelli tra i pi? aggiornati.

    Ne avevo gi? letti in passato di scenari di questo tipo. Come questo o questo.

    Per? si trattava di contributi individuali, malamente tenuti celati o ipocritamente disconosciuti. Qui a S.Servolo, invece, sono venti scienziati, delle pi? prestigiose universit? del mondo, a ripetere spontaneamente (ma a porte chiuse) gli stessi concetti.

    Questo scenario inoltre ? costruito sulla base dell’assunto che non si faccia nulla di pi?, da qui al 2030, per limitare le emissioni dei gas serra. Oltre a quell’autentico palliativo che ? il trattato di Kyoto, con i suoi obbiettivi limitati a pochi punti percentuali di riduzione e il suo faticoso mercato di certificati di risparmio di Co2. A cui peraltro non aderiscono n? gli Usa (come governo centrale) n? soprattutto Cina e India, paesi oggi in fase di accelerato sviluppo economico (e tra i massimi diffusori di gas serra).

    Non solo. Lo scenario non tiene conto dei cosiddetti feedback positivi, ovvero di quegli amplificatori naturali del fenomeno di riscaldamento che potrebbero attivarsi a causa del riscaldamento antropico stesso. Il pi? temuto tra questi ? lo scioglimento del permafrost, ovvero della tundra ghiacciata (in particolare siberiana) che cela nelle sue viscere enormi quantit? di metano, gas serra venti volte pi? attivo dell’anidride carbonica. Il metano da permafrost potrebbe ulteriormente accelerare l’apocalisse, e rendere concreta la terribile profezia di James Lovelock, contenuta nel suo ultimo libro, di una possibile estinzione della civilt? odierna e anche della massima parte del genere umano.

    Da oggi al 2030 ci separano 24 anni. Pochissimi per una riconversione energetica planetaria, e su tecnologie in gran parte ancora da sviluppare. Al 2050 i giochi saranno ormai fatti. Per il meglio o per il peggio. Il sottoscritto e il mio collega Rai ci guardiamo nelle palle degli occhi fuori dalla stanza del workshop. Gli chiedo: “tu hai mai sentito di uno scenario del genere fatto da autorevoli professori di Harvard, Oxford etc? “. “Mai cos? terribile. Questi qui stanno ragionando sull’apocalisse – mi risponde”. Capiamo perfettamente, ora, perch? i giornalisti non sono stati ammessi nella sala.

    Chiediamo a Clini un commento. Ammette che lo scenario, nel caso di una prosecuzione delle politiche energetiche basate sulle fonti fossili, prevede un clima compromesso entro la met? del secolo.

    E poi che la catena dei fenomeni, e dei possibili effetti amplificativi, non ? del tutto prevedibile.

    Clini non usa parole forti. Le misura e pacatamente. Ma ieri sera aveva etichettato questo workshop come una riflessione su un possibile (e credo necessario) progetto Manhattan per salvare il genere umano.

    Oggi e domani, a S.Servolo si parler? sul che fare. E come informare la gente di quello che sta per succedere.

    Ne sta discutendo la neo-fondazione Clinton (i paesi industriali, sostiene, devono mettere in ricerca e investimenti almeno il 5-10% del Pil), ne stanno discutento in tanti, in prevalenza a porte chiuse (per ora). Il seminario della Venice University conferma un dato di consenso ormai emergente e acquisito. Abbiamo al pi? dieci anni di tempo prima che l’onda ci sommerga, il caldo ci arrostisca (e ci ammazzi l’agricoltura) le migrazioni e le inurbazioni creino conflitti, stragi e guerre, la follia collettiva ci imponga dittature o persino regresso barbarico.

    Troppo apocalittico? Provate a pensare all’intera Sicilia e Puglia desertificata, a Napoli e Roma megalopoli di baraccati, di guerre per l’acqua e forse il cibo sull’intera fascia (ex) temperata del pianeta.

    L’attuale crisi politica italiana, al confronto, assomiglia a un’orchestrina suonante (stonata) sulla tolda del Titanic. Credo dobbiamo darci, un po’ tutti, una seria, serissima regolata.

    Oggi facciamo un sacrificio fiscale (se anche lo facciamo) di poche frazioni del nostro reddito. Dovremmo farne persino di pi? per finanziare solo la ricerca energetica necessaria a fermare l’apocalisse. Siamo come al solito meschini, egoisti e ridicoli.

    Ci sono infatti due strade (parallele) per evitarci il disastro: un fortissimo impulso sull’innovazione tecnologica e insieme un ridisegno dei sistemi sociali per renderli il pi? possibile sostenibili con le condizioni e i trend in atto.

    L’innovazione tecnologica non implica la fine della democrazia. Semmai l’investimento rapido in nuove fonti compatibili (che ancora in gran parte sono da inventare). Il ridisegno forzato delle societ? s?, implica una nuova (e forse terribile) fase autoritaria su scala globale. Il motivo ? evidente. Si scatener? una guerra come mai l’abbiamo vista.

    Ci conviene quindi investire subito, e alla grande, su programmi accelerati nella fusione nucleare, nella fissione di quarta generazione, nel fotovoltaico, nell’eolico di alta quota, nel risparmo energetico, nell’efficienza dei sistemi.

    Alternativamente dovremo erigere illusorie mura (insanguinate) intorno ai nostri confini e alle nostre citt?. Inutili mura, dato che poi questi sistemi collasseranno dall’interno. Ci sta provando Bush a creare i presupposti di queste muraglie (Patriot act, legge marziale e similia), ma non fermeranno l’apocalisse.

    P.s. Putroppo non ho fonti certe n? virgoletatti scrivibili di questo seminario a porte chiuse. Per questo ne affido il (parziale) resoconto a questo blog.

    Dove conta solo la mia faccia.

  5. VERONICA scrive:

    CIAO LICIA ,SONO VERONICA,SEI SEMPRE LA MIGLIORE.
    TI SCRIVO PERCHE’ ANCORA UNA VOLTA MI VERGOGNO DI FAR PARTE DEL GENERE UMANO.
    ANCHE SE NON FACCIO NULLA DI MALE ,ANZI,MA LEGGENDO SAI SU METRO QUEI GIORNALI CHE DANNO ALL’INGRESSO DEI METRO’,HO LETTO CHE ANCORA UNA VOLTA ,USANO GLI ANIMALI COME OGGETTO
    DI VIDEO HARD QUINDI PORNO,TRA CUI CANI GATTI CAVALLI E COSI’ VIA, E CHI CI VA DI MEZZO SONO SEMPRE LORO!!!!!!!
    MA E’ POSSIBILE?DOPO TUTTO CIO’ CHE LEGGO,ECC. MI SENTO SEMPRE PIU’ INDIGNATA…..COME SI FA AD AVERE O FORSE A NON AVERE UN CUORE!!!!!!!!!
    SAI,SONO RIUSCITA A TERMINARE LA MIA PRIMA RACCOLTA DI CIBO PER GATTI E TUTTO CIO’ CHE HANNO BISOGNO ,TE NE AVEVO PARLATO
    IN NEGOZIO HO RACCOLTO CIBO,DI CUI SE DEVO ESSER SINCERA BUONA PARTE LA HO COMPRATA IO ,MA MI VA BENE COSI.
    ANCHE ALCUNE CLIENTI CON CIBO O SOLDI ,POI IO COMPRO ALTRO CIBO…E’ FISSA ORMAI LA RACCOLTA….NEL MIO PICCOLO MI SENTO
    LA PERSONA PIU’ RICCA DEL MONDO DENTRO PERO’,NON DI SOLDI MA PENSARE CHE LORO MANGIANO E SI CURANO PERCHE’ LE MEDICAZIONI,LE STERILIZZAZIONI COSTANO,MI RENDE LA PIU’ FORTE,E RINUNCEREI A TUTTO PER QUESTO.
    NON SO SE HO RESO L’IDEA,MA E’ COME MI SENTO…

    CIAO TI SALUTO

    A PRESTO E PERDONAMI SE TI ROMPO UN PO LE SCATOLE,MA PENSO
    CHE SEI L’UNICA CHE MI POSSA CAPIRE….
    CIAO VALSECCHI VERONICA

  6. Fabiana scrive:

    Cara Licia, sono Fabiana e ti scrivo dalla provincia di Vicenza. Ho sempre seguito con molto interesse i tuoi programmi, sin da piccola, e devo dire che mi hanno tutti molto affascinata, sia che si trattasse di viaggi intorno al mondo sia di animali, e credo che proprio grazie a ci? il mio amore per gli animali sia cresciuto sempre pi?. Penso sia grazie a questo tipo di programmi che avviene la sensibilizzazione della gente che molto spesso per mala informazione, o totale mancanza di questa, agisce inconsapevole dei danni che potrebbe causare agli animali e alla natura in generale. Pochi giorni fa ho scritto una e-mail (alla quale ho avuto una pronta ed esauriente risposta) al consulente legale della tua trasmissione “Animali & animali” per avere un consiglio per quanto riguarda le problematiche coi vicini per chi possiede un cane: trovo che oggi sia molto difficile la convivenza e la comprensione reciproca. E’ come se ci si trovasse difronte un muro invalicabile dove i propri interlocutori danno adito solo alle proprie ragioni e non ascoltano nulla e nessuno. E poi ci meravigliamo dell’intolleranza e del razzismo verso gli immigrati… Non riusciamo neanche a comunicare e a capirci tra noi italiani, magari abitanti dello stesso paese o citt?, figuriamoci se riusciamo, non ad accettare, ma anche solo a comprendere persone di altre culture e etnie! Penso che bisognerebbe sforzarsi non di tollerare ma di comprendere poich? ? solo grazie alle conoscenze che si possono attuare riflessioni e capire che non ? solo il nostro modo di fare e vedere che ? quello pi? corretto ma che sono possibili tante altre forme variegate di fare la stessa cosa a seconda della cultura d’origine e del contesto in cui si cresce e si vive. Bisogna andare oltre ai propri confini mentali e mantenerli elastici per non stabilizzarli ma renderli sempre pi? ampi e in grado di inglobare sempre pi? conoscenze e pi? punti di vista. E cosa c’? di meglio che adottare un delizioso animaletto per diventare un po’ pi? altruisti e non solo centrati verso il proprio s? che porta solo ad un egoismo sempre pi? contagioso? Parlo per esperienza personale: ho adottato una deliziosa cagnolina del canile vicino casa, Tilde (che oggi ha 10 mesi), che non so esprimerti quanta gioia abbia portato nella mia casa: naturalmente ha portato anche un po’ di scompiglio visto che ? abbastanza vivacetta e si ? divertita un sacco a fare buche in giardino e a potare i fiori delle aiuole, ma tutto questo passa in secondo piano quando ti viene vicina per farsi coccolare e ti guarda con quegli occhioni tenerei teneri che esprimono tanta tenerezza, complicit? e… amore.

    Fabiana

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