gufi e civette ..come ornamenti

Riporto pari pari la lettera ricevuta questa mattina perch? anche noi vorremmo tanto riuscire ad evitare queste violenze
“Vi scrivo per dirVi cos’ho visto ieri. Sono stata alla fiera Luxury & Yachts a Verona , all’ingresso c’erano gufi, civette, falchi e barbagianni legati con una catena su una simil-colonna: servivano da ORNAMENTO! sono sdegnata, schifata e incattivita. Dei rapaci notturni SVEGLI di giorno! erano chiaramente inebetiti, probabilmente saranno stati drogati. Ad un certo punto un gufo enorme ha spiccato il volo, la catena l’ha strattonato ed ? caduto su un gazebo di rame, portandosi dietro la colonna… urlava come un dannato! i 2 falconieri si sono precipitati a raccoglierlo e a rimetterlo di peso sul suo triste trespolo, facendo spaventare ulteriormente le civette che si erano legati alla spalla… mio Dio che brutta immagine. Sto ancora male! Insomma bisogna fare qualcosa: degli esseri viventi non possono essere degli ornamenti!!!!!
Mi sento strana… Le cose ci hanno sopraffatto: ecco come mi sento! Gli oggetti inanimati, la macchina fashion, i capi griffati sono pi? importanti di esseri viventi che, giunto il caldo alle porte, vengono fatti scendere sul ciglio di una strada, cani gettati come si fa con un paio di calzini bucati. E non trovo il senso. E non so come fare per raddrizzare il tiro o togliere le catene dalle zampe di animali che dovrebbero essere da tutt’altra parte”

9 Commenti a “gufi e civette ..come ornamenti”

  1. Alfredo scrive:

    Le leggi dovrebbero vietare queste ridicole manifestazioni della stupidit? umana, ? una cosa vergognosa,chi organizza queste cose dovrebbe farsi un esame di coscienza.

  2. daniela scrive:

    Ma la legge non configura gi? questo tipo di cose come vietate? “Gli animali non possono essere detenuti in condizioni non conformi alla loro natura”.
    Direi che qui chi dovrebbe vigilare non ha fatto il suo dovere.
    Bisogna insistere ad avere la forza di protestare, chiamare i vigili e fare anche un p? di casino.

  3. barbara scrive:

    Se ad una fiera, perch? ? del lusso (fanno anche pagare un biglietto ben 18 euro) devono trovare qualsiasi idea da portare in mostra anche a descapito di poveri esseri indifesi, io non sono d’accordo. Chi ha dato il permesso, metterei lui o loro legati sul trespolo tutto il giorno per tutti i giorni . E’ una vergogna ! A sentire queste notizie mi fa tanta rabbia, perch? ti trovi impotente davanti a persone crudeli ed egoiste.

  4. alessandra scrive:

    Vorrei dire che gufi,civette,falchi e moltissimi rapaci sono allevati e tenuti come animali da compagni da moltissimi secoli quindi tenere questi animali,se tenuti con regolari documenti e nati in allevamenti seri, io non ci vedo nulla di male anche perch? sono animali come cani,gatti,furetti ecc.ecc che sono animali domestici a tutti gli effetti e si affezionano molto ai loro amici umani (logicamente se sono trattatti con le dovute cure e tanto amore)
    Quello che per? leggo ? evidente che i falconieri non tenevano i loro animali come si deve,gli uccelli dovevano essere inseriti in apposite voliere che ricreava un habit con legni e vari posatoi,acqua e cibo e i rapaci notturni in voliere poste in penonmbra in modo che la luce non li disturbasse.Molto probabilmente l’uccello che ha tentato di volare era sicuramente sotto stress per i troppi rumori (non era sicuramente abituato,cosa che un buon falconiere abitua il suo animale al contatto con le persone e i rumori quotidiani) e si sar? spaventato per un gesto improvviso di qualche persona o un rumore forte.Il rapace sicuramente era legato male sul posatoio e il posatoio non era solido per ribaltarsi in questo modo,un buon falconiere si sarebbe subito preoccupato di legare bene il rapace e di controllare che il posatoio non era in buone condizioni (che non si ribaltasse,spezzasse l’asta e altri pericoli.)
    Cosa che mi fa arrabiare e che il falconiere a rimesso l’animale sopra il trespolo senza curarsi se era ferito e rimuovere immediatamente l’uccello dal posatoio e magari se proprio doveva rimanere “esposto” procurarsi un posatoio pi? solido e adatto al rapace.
    Io avrei esposto subito denuncia alla guardia forestale e avrei contatto la lipu e un veterinario che controllass lo stato di salute dei rapaci.

  5. Annalisa scrive:

    E’ straziante vero?! purtoppo succede sempre piu’ spesso di trovarsi di fronte a scene inumane e crudeli e non avere il potere e la capacit? di far qualcosa per chi purtroppo ? il pi? “debole” e oltretutto non c’entra assolutamente nulla!Ma come pensiamo di inculcare nella testa della gente un po’ di educazione civile nei confronti degli animali quando non ce l’ha neppure nei confronti di genitori e/o figli.Siamo allo sfascio sia come abitanti di questa terra che va a rotoli sia come dei di un tempio che non vogliamo conoscere…noi stessi!Tutto ci? purtoppo ? triste ma molto molto vero

  6. Davide scrive:

    Credo anche io che sarebbe stato opportuno chiamare la protezione animali … ma poi ripensandoci … allora cosa facciamo , chiamiamo la protezione animali anche tutte le volte che un circo viene nella nostra citta?
    ad allora mi deprimo.. e penso alll’ALF.

  7. daniela scrive:

    Se ho capito bene, qui il problema ? innanzitutto che i rapaci fossero usati come mero ornamento. Non si trattava, che so, di una fiera ornitologica, magari a scopo didattico anche su salvaguardia specie protette, cosa-fare-se, oasi per osservazione, ecc.
    Sono ben d’accordo che animali come questi possano affezionarsi all’umano ed essere anche animali da compagnia ma, in questo caso, sono stati semplicemente esibiti come evocativo status-simbol.
    Anche nell’antichit?, credo, la figura del falconiere si sovrappone a quella del principe, del “signore” potente e astuto, temuto anche.Il target di oggi banchieri, industriali, vip in genere;il messaggio che tutto si pu? comprare.
    Insomma, forse quindici anni fa a quella fiera avremmo visto una pantera mollemente adagiata sui tappeti accanto alla starlette di turno. Per me l’indignazione scaturisce, nella sua istintiva immediatezza, da quella fune alla zampa di un animale cui viene impedito di volare: libert? per antonomasia.
    “Consenzienti” o meno (perdonatemi l’espressione), la dignit? rubata di quegli uccelli ?, nel mio intimo sentire, la perdita di un pezzo di mondo migliore che essi rappresentano ad opera della miseria e protervia umana.

  8. Macca scrive:

    Ma quale dignità rubata? Io ho 4 gatti, un paguro e uno spirografo, gli rubo forse la dignità? Mi sto appunto informando su che impegni e oneri ha l’allevare un gufo, animale che amo particolarmente, e arrivo qui a leggere ste cose… Se un animale è trattato con amore e rispetto non c’è nulla di male a tenerlo in cattività e tantomeno a esibirlo come status simbol. E’ come quando hai una bellissima moglie che ami e una ferrari che ti strapiace. Cosa fai, metti il burka alla moglie e la porti in giro con la punto sportig gialla per non sfoggiare degli status simbol????

  9. blunotte scrive:

    No, no per carità. Sicuramente vendono catene d’oro della lunghezza giusta, da mettere al collo della moglie intendo!
    Ma…ci fai o ci sei, Macca?
    Vedi, quando si parla di persone (ed esseri viventi senzienti) e non di oggetti quelli di ‘amore e rispetto’ sarebbero concetti un tantino in contrasto con ‘cattività ed esibizione’.

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