L’atroce storia della mia Dusa

Cara Licia,
ho deciso di scrivere a voi perché forse un vostro appello può fare qualcosa per salvare tante altre splendide amicizie fra l’uomo e il cane.
Dusa è il nome che ho dato ad una cuccioletta meticcia, trovata a Lampedusa, abbandonata al suo destino su di una spiaggia.
Ho deciso di portarla con me in Trentino e devo ammettere che lei ha saputo adattarsi benissimo a questo ambiente così diverso.
Ogni settimana andavamo a spasso per i monti, gite bellissime sulle Dolomiti, lei sempre al mio fianco, sulla neve, nei prati, in mezzo ai boschi. Era bellissimo vederla correre felice avanti e indietro per il sentiero.
Ho sempre pensato che fosse una bestiola fortunata e ancor di più pensavo di esserlo io.

Fino a ieri…

Un giro con le ciaspole in località Ortesino, vicino a Folgaria ha cambiato le nostre vite.
Dusa ha mangiato un boccone avvelenato e dopo un’ora di cammino ha iniziato a non reggersi più sulle zampe. Mi fissava coi suoi occhioni neri per chiedermi di aiutarla, non capiva cosa le stesse succedendo. E’ stato un crescendo di atrocità: convulsioni, tremiti, spasmi, irrigidimenti degli arti e della mandibola. Non c’è stato niente da fare, in venti minuti di tormento se n’è andata, lasciandoci tutti attoniti e sconsolati.
L’abbiamo trascinata a valle su delle frasche e l’abbiamo caricata nell’auto, niente più vita per lei, niente più spensieratezza per me.
Era la mia gioia, la mia compagnia, la mia consolazione. Ora sono devastata e non so darmi pace.
Grazie se dirai qualcosa a questi irresponsabili che seminano morte e disperazione.

Susanna

4 Commenti a “L’atroce storia della mia Dusa”

  1. Lorenzo scrive:

    Cara Susanna riesco perfettamente a capire il tuo stato d’animo.Sono stato per 5 anni volontario in un rifugio per cani a Siracusa; ne avevamo sempre circa un centinaio e io ero delegato alle cure mediche assieme ad una veterinaria. Non puoi immaginarti i pianti che ho fatto quando un cucciolo mi moriva fra le braccia e io ero impotente ad impedirlo.Ho scritto anche un libro di tante storie di cani da me realmente vissute. Un consiglio ? Vai in un rifugio e scegli un altro amico, sarà fortunato come lo è stata Dusa. Un abbraccio Lorenzo.
    Se possibile autorizzo la redazione a inviarti la mia e-mail

  2. brina scrive:

    che triste destino salvata da lampeduda e morta in trentino……………….a volte il destino a senso unico. Ti sono vicina e spero che riusciate a trovare i colpevoli…..

  3. tania e luca scrive:

    Ciao Susanna capiamo e sentiamo molto vicina la tua storia perch proprio il 18/12 sera ci morto il nostro amato gatto MIMO avvelenato da polpette dategli appositamente da qualche stronzo che non sa come divertirsi. Era uscito di casa quella sera (capitava raramente) e verso mezza notte non vedendolo ritornare siamo andati a cercarlo ma non siamo riusciti a trovarlo ma la mattina quando luca uscito per andare a scuola lo abbiamo trovato morto sul marciapiede vicino casa. Il veterinario ci ha spiegato cosa gli era capitato, non riusciamo (soprattutto io che swcrivo Tania) a toglierci dalla testa quell’orribile scena ma soprattutto sto vivendo con l’angoscia di non averlo potuto aiutare forse a quest’ora se io ero li lui era vivo e stava ancora con noi. Capiva tutto ci che io dicevo mi sapeva ascoltare posso dire che era il mio migliore amico, l’unica persona (perch per me era una persona non un animale) che mi capiva che sapeva ascoltare. Abbiamo fatto tutto per lui e almeno possiamo dire che morto felice perch nella sua vita non gli mancato nulla era un Re con la R maiuscola. Io in particolar modo non riesco a vivere ogni mattina vado sotto la pianta dove lo abbiamo sotterrato a trovarlo e porto un mazzetto di margherite o qualunque altro fiore trovo per strada.
    Quella bestia (la xsona che lo ha ucciso) perch lui l’animale possa morire della stessa morte che ha fatto fare a lui glielo auguro.
    Penso che il girno che lo abbiamo sotterrato stato il pi brutto di tutta la mia vita.
    Vorrei qualcuno che mi aiutasse a superare questa fase, questa mancanza, ma nessuno capisce ci che era per me e per noi Mimo era il nostro pi grande amico….NON TI SCORDEREMO MAI AMORE….SARAI SEMPRE NEI NOSTRI CUORI…TI AMIAMO…
    Susanna dimmi tu come hai reagito forse tu mi potrai aiutare…sono disperata.
    Ciao Tania e Luca

  4. erika scrive:

    Persone che fanno questo tipo di orrori,perche’ solo cosi’ posso definirli ORRORI sono subdole.Purtroppo capitano troppo spesso casi di questo genere,persone che portano i loro amici a fare le passeggiate vicino al fiume dove ci sono dei bocconi avvelenati.Mi chiedo, ma quando certe persone preparano certe atrocita’con che faccia lo fanno?Quando leggevo l’articolo pensavo sinceramente che le certe persone che fanno queste schifezze meriterebbero in un’altra vita di subire la stessa cosa.Di solito non e’ il mio motto la “vendetta” non mi piace, ma queste persone troppo spesso la fanno franca e ho la sensazione che non abbiano il minimo rimorso

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