Chi è disposto a portare un gatto da Londra in Italia?

Abbiamo ricevuto una richiesta di aiuto da parte di Fabio e Nina per “recuperare” un gatto rimasto bloccato all’aeroporto di Heathrow a Londra. Giriamo questa richiesta a voi lettori? Aiutateci o fateci contattare da qualcuno disposto a farlo.

Gentili amici, ci ha scritto Fabio Bottiglioni raccontandoci una triste storia che sfocia nella più insensibile burocrazia e che ha come protagonista Blu, uno sfortunato gattino.
Siamo a chiedervi un aiuto per far tornare da Londra un gattino che oggi – come peraltro prevede la legge vigente in materia di entrata di animali nei paesi della UE – è in quarantena in un centro dell’aeroporto di Londra ma è ormai pronto per essere trasferito in Italia.
Vi chiediamo di contattarci nel caso conosciate qualcuno che sia in arrivo da Londra e che fosse disposto a riportare in Italia il micio sfortunato.
Di seguito riportiamo la vicenda di Blu. Chiunque fosse intenzionato ad aiutarci o conosce qualcuno che possa farlo, può contattarci alla email info@animalieanimali.it per organizzare e coordinare al meglio il trasferimento del gatto da Londra in Italia.
Grazie
Licia Colò

La lettera di Fabio Bottiglioni

Ciao Licia, ti chiediamo aiuto per recuperare un piccolo gattino di nome Blu, che ci hanno sequestrato a Londra.
Blu è il nome che gli abbiamo dato io e mia moglie per il colore dei suoi occhi che aveva quando lo abbiamo raccolto sulla spiaggia di Jambiani a Zanzibar. Non aveva più di una settimana, denutrito e senza stimoli, stava sul palmo di una mano. Lo abbiamo portato al nostro alloggio, ma poi non sapendo come fare per nutrirlo lo abbiamo riportato, avvolto in un panno, nello stesso posto dove si trovava. Si stava avvicinando un temporale e mia moglie mi suggerì di ritornare sul posto. Era ancora lì avvolto in quel panno, immobile, circondato dagli avvoltoi… decidemmo di riprenderlo. E’ una bella storia, siamo riusciti a svezzarlo approfittando di una mamma gatta, chiamata da noi Principessa per il suo spirito nobile, che giorni prima avevamo nutrito lei ed i suoi due piccoli di circa 2 mesi per lo stato di mal nutrimento. Così per tre settimane abbiamo dato pesce alla gatta in cambio di latte materno per il piccolo Blu. A Principessa abbiamo fatto il regalo di sterilizzarla, consapevoli che una volta partiti per l’Italia sarebbe stato difficile per lei portare avanti altre gravidanze (pensare che era già pregna di altri sette). Eravamo prossimi al rientro, mancava ancora una settimana e non sapevamo a chi lasciare Blu. Così decidemmo di portarcelo via. Un veterinario di Stone Town, un certo Ramadam ci assicurò che con la vaccinazione, una sua dichiarazione e il certificato di esportazione non ci sarebbero stati problemi. Per conferma chiedemmo all’Ambasciata che ci disse di attenerci a quello che diceva il veterinario. Anche la compagnia aerea ci aveva dato il pieno consenso per il trasporto. E’ una storia triste perché a distanza di dieci giorni che non lo vediamo più stiamo ancora soffrendo come se fosse ieri che lo abbiamo perso.
Blu è un gattino speciale, lui sa che gli abbiamo salvato la vita e noi siamo il suo riferimento, i suoi genitori coi quali giocare ed ai quali chiedere protezione e amore. Blu sapeva che la gatta non era la sua mamma. Le voleva bene, dimostrava gratitudine, ma una volta poppata tornava da noi a darci i morsichini sul naso e le leccatine sul mento per poi addormentarsi sul collo. Nell’ultima settimana riusciva già a mangiare nel piattino filetti di pesce ben tritati. Con la voracità che aveva, mi ero fatto morsicare un paio di volte i polpastrelli delle dita che aveva scambiato per cibo. Dormiva con noi, ma aveva tanti riguardi nei nostri confronti. Alla mattina notavo i suoi occhietti aperti ma non disturbava fino a quando ci svegliavamo e se aveva da fare dei bisogni piano piano scendeva dal letto e poi tornava su come un ragnetto e si adagiava sul nostro corpo. Sono ricordi nostalgici che ci rattristano molto. Arrivati venerdì 28 marzo all’aeroporto di Heathrow a Londra il grande dolore.. non ce lo fecero vedere! Ci dissero che lo avevano portato in un Centro di quarantena che si trova a due passi dall’aeroporto ma anche lì non fu possibile vederlo. Con la complicità di un addetto, intenerito dal pianto di mia moglie, fu possibile solo fargli fare dallo stesso una foto con il mio telefonino. Mi sto chiedendo ancora adesso il perché di questo loro atteggiamento. All’aeroporto avevamo specificato che eravamo di transito e se era possibile poterlo mettere in quarantena in Italia. Ci dissero che non potevamo portarlo in aereo perché da Londra la compagnia non accettava il gatto con solo un mese di vita, ma noi avremmo fatto anche a meno dell’aereo pur di portarcelo via! Disapprovo appieno l’atteggiamento del responsabile del Centro che rispose che si poteva ma non prima di martedì 1 aprile e che ci sarebbero state delle spese da sostenere. Il conto presentatomi era veramente esagerato (per le prime 48 ore 112 sterline, ulteriori 40 per ogni giorno, 43 per consegnarcelo all’aeroporto più vicino ed inoltre altri costi che non ricordo), pensai che c’è della gente che si approfitta della debolezza dell’uomo che nutre dei sentimenti verso gli animali, per speculare e trarne profitto!!! Tale conto e la previsione di sostare a Londra ulteriori 4 giorni , erano troppi soldi per le mie tasche e quindi dovemmo rassegnarci e rientrare in Italia.
Partimmo con il volo successivo del giorno dopo perché mia moglie si sentì male (cadde a terra svenuta) e fu trasportata in ospedale per accertamenti.
Giovedì 4 aprile sono stato contattato dal dott. Frontoso di Roma del Ministero della Salute, che aveva ricevuto una chiamata da Londra, per chiedermi se ero intenzionato a riavere il gatto. Nel caso, poteva inoltrare una deroga al regolamento e sarebbe stato possibile così ritirare il gatto, trasportarlo in Italia e fargli fare la quarantena presso la mia abitazione. Ma il problema permane: il Centro chiede un sacco di soldi per il rilascio.. Per il Centro è un business, convenientemente applica la legge nel modo più restrittivo per chiedere a caro prezzo il pagamento di un servizio di pensionamento non richiesto dai proprietari degli animali, sequestrati per quarantena. Perché tanto interessamento a sequestrare gli animali da mettere in quarantena (giustificato a tutelare la salute della comunità) e nessuna considerazione nei nostri confronti che lo abbiamo tenuto per tanto tempo. Non avrebbero dovuto sottoporre anche me a quarantena e a dei controlli, considerando che sono stato morsicato? Dicono che gli inglesi sono molto sensibili, beh non tutti!
Aiutateci in qualche modo a riaverlo, la nostra paura è che più il tempo passa e più c’è il rischio di ritrovare un gattino caratterialmente differente da come lo abbiamo lasciato.
Saluti Fabio e Nina

6 Commenti a “Chi è disposto a portare un gatto da Londra in Italia?”

  1. chiara scrive:

    si saputo poi come finita questa vicenda ?

  2. chiara scrive:

    notizie del miciotto???

  3. Maria Antonia scrive:

    Anch’io vorrei sapere se la storia di Blu ha avuto un lieto fine.. spero proprio di si!

  4. Fabio Bottiglioni scrive:

    Un saluto a tutti quelli che chiedono del piccolo Blu sequestrato il 28 marzo 2008 a Londra.
    Il povero gattino ancora l a scontare il periodo di quarantena!!! Sono disperato. Il loro scopo solo quello di trarne un profitto.. che squallore!!
    Pi giorni di pensione = pi soldi.. Dal 25 di Aprile, quando gi tutte le carte del Ministero della Salute erano pronte per richiedere di effettuare la quarantena presso la mia abitazione, viene trasferito in un altro centro di quarantena dove per un lungo periodo praticamente impossibile comunicare via email e parlare al telefono con un responsabile..
    Beh.. il riscatto richiesto ora, specificandomi che un prezzo di favore, di 2245 sterline!!!!!!!
    Per farmi stare pi male mi hanno inviato una sua foto per farmi vedere che st bene e che nel frattempo cresciuto.. steso sullo straccetto con il quale lo avevamo raccolto ed il fular azzurro che gli piaceva tanto.
    Ci sono rimasto tanto male nel vederlo perch ho intravisto la sua desolazione, la sua tristezza provocata da questo isolamento, senza affetti.. forse aspettando giorno dopo giorno il ritorno dei suoi tanto amati genitori che gli hanno salvato la vita.
    Se qualcuno mi volesse contattare per saperne di pi questo il mio indirizzo email: fabiobtt60@yahoo.it
    Saluti

  5. Serena scrive:

    Si sa qualcosa di Blu?

  6. scrive:

    .!
    http://www.animalicommunity.com ? ! :(

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