“NATI LIBERI”, DALL’8 GENNAIO SU RAI 3

Di Licia Colò, Vincenzo Arnone, Marco Castellazzi e di Marco D’Amico Produttore esecutivo: Luisa Pistacchio Regia: Paolo Laici Quattro puntate: 8-15-22-29 gennaio 2011 Rai Tre – Ore 21.30
 
Da sabato 8 gennaio 2011 Licia Colò ritorna ad occuparsi di natura ed animali nella seconda edizione di “Nati Liberi”.
A differenza della prima edizione, in questo caso la Colò è di nuovo operativa sul campo. Grazie ad una troupe leggera e all’esperienza documentaristica, Licia ha saputo godere a pieno dei preziosi e rari incontri che gli animali africani riservano solo a chi ha la pazienza di aspettare e di adeguarsi ai loro tempi.
In alcune fra le più belle realtà del Kenya ha incontrato le persone che quotidianamente combattono per difendere ciò che dovrebbe essere un patrimonio di tutti: la libertà di quei “nati liberi” che oggi, per essere tali, hanno bisogno della tutela dell’uomo.
Grazie ad un approfondito lavoro di redazione, Licia ha avvicinato alcuni dei massimi rappresentanti della salvaguardia dei selvatici. Fra questi Batian Craig, responsabile della sicurezza del santuario di Ol Pejeta, luogo dove attualmente sopravvivono 4 degli 8 rinoceronti bianchi settentrionali, attualmente l’animale più raro della terra. O ancora la Colò si è confrontata con quei ranger che ogni giorno operano sul campo come dei veri e propri soldati o, viceversa, si prendono cura dei cuccioli con quella dolcezza che solo una madre naturale potrebbe avere.
Grazie a tutti questi incontri, Licia continua da oltre 25 anni ad emozionarsi, rubando un bacio ad una giraffa, accarezzando un rinoceronte che per la prima volta dopo tanti anni trascorsi in uno zoo ritorna ad essere libero, o ancora scambiando effusioni con un cucciolo di un elefante rimasto orfano, o avvicinandosi a un piccolo di leone che per giorni ha atteso invano il ritorno della propria madre.
Come sempre con un linguaggio semplice e diretto rivolto a tutti, facendo partecipe anche il pubblico con aneddoti e curiosità coinvolgenti.

In ogni puntata è stato scelto un set che ci narra una storia d’Africa o di tutela dell’ambiente. Da qui, il racconto dell’esperienza sul campo si intreccia con le vicende di altri protagonisti della natura, attraverso documentari realizzati magistralmente dal National Geographic.

Ogni volta che torno in Africa la trovo diversa. Gli ambienti incontaminati non esistono più. Il richiamo della natura, l’atmosfera della savana, gli odori e i profumi di questo continente sono sempre gli stessi, ma non hanno la forza di contrastare l’avanzata dell’uomo.
Ai miei occhi molte specie animali appaiono oggi come gli ultimi esemplari di una resistenza che ha poche speranze… se non aiutata dall’essere umano.
Quelli che per me sono sempre stati dei “nati liberi” oggi, per sopravvivere, sono costretti ad una libertà vigilata. (Licia Colò)

Puntata 1 – 8 gennaio 2011
- Sweetwaters Chimpanzee Sanctuary di Ol Pejeta
Con Joseph Mayo, responsabile del Santuario degli scimpanzé del parco di Ol Pejeta in Kenya, Licia ci racconta la vita di un gruppo di scimpanzé che, salvati dalle situazioni più drammatiche, oggi vivono in una splendida realtà iniziata diversi anni fa dalla grande primatologa Jane Goodall.
Parlando di tutela della natura e di lotta al bracconaggio, ci trasferiamo poi in Gabon dove un gruppo di ranger, grazie all’aiuto di efficienti tecnologie, operano giorno e notte anche a rischio della propria vita.
Continuando a parlare di scimpanzé, scopriamo poi che, a differenza di quanto si pensa normalmente, in realtà questi animali possono essere molto pericolosi e per questa ragione la loro gestione deve essere molto attenta. Esattamente come attenta è la gestione di animali tenuti in cattività in Sudafrica per altri motivi, dove Kevin Richardson, grazie a doti davvero uniche, riesce ad instaurare con loro un rapporto speciale.

Puntata 2 – 15 gennaio 2011
– Nairobi National Park
Licia nella seconda puntata ci porta alla scoperta del Nairobi National Park, una realtà a soli nove chilometri dalla capitale keniota, nella quale vivono molte specie animali. Fra queste ci sono anche i leoni che la Colò ha la fortuna di incontrare al volgere di un infuocato tramonto africano, animali affascinanti che sono anche i protagonisti del documentario che racconta la triste storia di una leonessa rimasta sola in un territorio dove un tempo i leoni erano sovrani.
Con Eliud Kimathi e Dorah Awour, facciamo poi la conoscenza degli ospiti dell’orfanotrofio sito nel parco. Fra questi, ghepardi, leoncini e struzzi, tutti con alle spalle storie difficili e complicate.
Edwin Ochola, ci offre invece lo spunto per parlare delle “furbate” degli animali, siano essi scimmie che prendono d’assalto la jeep della troupe, o i canguri che ormai sono presenze “difficili ed ingombranti” nelle città australiane.
Infine con il ranger Robert Ruto, conosciamo meglio i flussi migratori, gli stessi che coinvolgono animali e uomini, in questo caso i Masai che vivono nel Nairobi National Park.

Puntata 3 – 22 gennaio 2011
– David Sheldrick Wildlife Trust
Licia ci porta a conoscere un centro dove vengono recuperati elefantini orfani ai quali, dopo diversi anni, viene data una seconda possibilità. Questo accade grazie al lavoro di uomini come Edwin Lusichi e Julius Shivenga che quotidianamente si prendono cura dei piccoli come fossero delle vere madri naturali. Nel corso degli anni tra questi uomini e gli elefantini nasce un rapporto davvero speciale, e al momento del distacco non sono rare le lacrime.
Il luogo dove avvengono questi incontri è il David Sheldrick Wildlife Trust di Nairobi.
Da qui ci trasferiamo poi in Thailandia per raccontare la storia di due ragazze che dedicano la propria vita a riscattare elefanti che, ai fini dell’addestramento, sono stati sottoposti a grandi sofferenze.
Scopriremo insieme la differenza caratteriale fra l’elefante asiatico e quello africano e allo stesso tempo seguiremo la vita quotidiana e la lotta per la sopravvivenza di altri cuccioli che vivono nella savana.

Puntata 4 – 29 gennaio 2011
- Afew Giraffe Center, Nairobi National Park, Sweetwaters Chimpanzee Sanctuary di Ol Pejeta
Nella quarta puntata Licia si muove in tre realtà diverse. Partendo dal Nairobi National Park raggiunge il luogo dove nel 1989 furono bruciate in mondovisione dodici tonnellate di zanne d’avorio per dichiarare al mondo la lotta al bracconaggio. Un luogo assolutamente significativo che chi ama la natura non può non conoscere. Da qui racconteremo la difficile ascesa di un cucciolo di leone che, dapprima emarginato, riesce poi a diventare Re.
Continueremo a parlare di valore e di fragilità della natura raggiungendo il centro della protezione delle giraffe alla periferia di Nairobi. Qui, attraverso incontri davvero ravvicinati ed emozionanti, scopriremo come anche alcune giraffe possono essere in pericolo di estinzione. Un’estinzione quasi raggiunta per il rinoceronte bianco settentrionale che incontriamo nella riserva di Ol Pejeta insieme all’esperto Batian Craig. Di questi animali ne sopravvivono al mondo solo otto esemplari ed il loro valore simbolico è per questo inestimabile.

Un’ultima puntata che inizia con un simbolo e si conclude con un altro simbolo: la bellezza che ci circonda è tanta ma troppo spesso la nostra distrazione non ci consente di vederla… Il sogno di Licia e di tutto il gruppo di lavoro è che questi incontri e questi valori siano un domani patrimonio dei nostri figli, ma sta a tutti noi intervenire prima che sia troppo tardi

8 Commenti a ““NATI LIBERI”, DALL’8 GENNAIO SU RAI 3”

  1. Erika scrive:

    Ciao, sabato 15 gennaio ho guardato “Nati Liberi”.Tutto cio’ mi ha molto emozionato.Mi ha molto emozionato la storia di Lady Luia.Deve essere una cosa unica e straordinaria essere a contatto con questi animali.Ammetto che sono rimasta male nel vedere i leoni imbalsamati con gli occhi fissi,vitrei.Ho molto ammirato Eliud e Dorah che si occupano degli animali che vivono in orfanotrofio. Per me persone così,coloro che si prendono cura degli anmali sono da ammirare per quello che fanno.Quando ho visto i due leoncini ho provato da un lato una grande simpatia così piccoli, ma così aggressivi (anche se la parola aggressivo non mi piace molto),ma ho provato anche tristezza, perche’ non hanno più la loro madre e cosi’ anche per altri abitanti dell’orfanotrofio. Ogni storia dal Kenia,ai canguri ai flussi migratori mi ha affascinato,commosso e anche sorpresoInsomma non si finisce mai d’imparare.

  2. betullablu scrive:

    Cara Licia, e produttori del sito e del programma;

    oltre a dirti che ti Stimo tantissimo, fin da quando ero piccola e ti vedevo a Bim Bum Bam ;-) , e che sono molto felice di vederti così radiante.. perchè anche tu a molti di noi, da piccoli, ci hai reso così, con la tua simpatia :) ..

    oltre a dirti questo, la mia domanda specifica riguarda qui quella tenera e cara Leonessa: che fine ha fatto?

    Puoi darci nomi e dati per cercare informazioni su di lei, in Rete?

    Così sappiamo poi come va a finire, o come è andata a finire (non ricordo bene gli anni degli eventi).

    Come si chiama o si chiamava, per esempio, il Reporter che si è interessato a lei per portarle quei due bei compagni leoni maschi?

    Qual’è il nome della leonessa, Lou? Nel senso, si scrive bene così in inglese? Oppure, è un altro.

    E i nomi dei luoghi precisi dove si sono svolti i fatti?

    Un enorme e caro abbraccio!! Ovunque tu sia; ciao! ;)

    betullablu.blogspot.com

  3. giuseppina scrive:

    Ciao Licia ancora una volta ci hai commosso con i tuoi documentari sono emozionanti.Ancora una volta ci fanno capire quanto danno fa l’uomo quando invade il territorio degli animali e della natura . L’uomo dovrebbe incominciare ad imparare ad abbassare la testa e a riflettere bene su cosa succede alla natura e al mondo animale quando viene annientato. E difficile poi ritornare a rimediare il danno.Per fortuna che gli uomini non sono tutti uguali, ci sono delle persone che dedicano la loro vita a non estinguere tutto questo.UN GRAZIEEEEEEEE a loro per tutto quello che fanno e UN GRAZIEEEEEEEE anche a te Licia sei davvero grande e brava CIAO.

  4. BIANCA scrive:

    Che ti succede Licia? nella puntata di domenica 23 gennaio 2011 di “Alle falde del kilimangiaro” non eri dolce come in passato ti conoscevo io ma senza offesa eri un pò acida, stridula .. e sembravi un pò una cornacchia con tutti. Non trasformare le tue trasmissioni in qualcosa di scomposto, come fanno in molti, ti prego.

  5. BIANCA scrive:

    Se la mia considerazione non verrà pubblicata mi renderò conto che pubblicate solo quelle esclusivamente adulatorie..

  6. Enrico scrive:

    Cara (e bella ) Licia, sono il papà di un bambino di otto anni che, come tanti suoi coetanei, ama seguire i documentari che riguardano il mondo animale e la serie “nati liberi” è ben fatta e voglio complimentarmi. Però devo fare anche un piccolo appunto che, dalla parte dei bambini, tanto piccolo non è: nella puntata del 29 gennaio u.s. sono state diffuse immagini riguardanti la vergognosa e triste caccia dei bracconieri ai rinoceronti ed elefanti. Erano immagini crude che mostrano la brutalità che certi esseri umani non risparmiano a quegli animali però, proprio per questo, a salvaguardia dei bambini che sono molto sensibili, proporrei di mettere un avviso immediatamente prima delle suddette scene, in modo da evitare che i soggetti più piccoli possano impressionarsi, pur riconoscendo che anche a me, che bambino più non sono, fanno impressione.
    Grazie e spero che il mio suggerimento (o un accorgimento simile) sia raccolto a tutela dei più piccoli.
    Cordiali saluti.
    Enrico – Acireale (CT)

  7. fredrixon scrive:

    Grandissima Licia grazie per tutto l’impegno che metti in difesa degli animali,E’ IMPORTANTE!

  8. Anna scrive:

    Ciao Licia, ho seguito tutte le puntate di Nati Liberi e anzi ci sono rimasta male quando ho sentito che la quarta era anche l’ultima…mi auguro che tu preveda di farne altre perchè è importante sensibilizzare le persone sulla salvaguardia dell’ambiente e degli animali perchè siamo tutti collegati…penso che il tuo sia il lavoro più bello del mondo e ti “invidio” profondamente nel senso che mi piacerebbe fare quello che fai tu!…magari mi attrezzo per una prossima vita…:-)

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